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Originari del continente asiatico, i cachi sono arrivati in Europa verso la metà dell’800.
Ora sono coltivati un po’ in tutta la penisola, diventando una consuetudine sulle nostre tavole, da ottobre a dicembre.
Sono frutti dal colore giallo/arancione, polpa densa e succosa e dal sapore dolce, ne esistono diverse tipologie, il mela dalla consistenza più croccante, il vaniglia dal profumo intenso, il cioccolatino piccolo e dalla buccia spessa e il più diffuso, il loto di romagna dalla consistenza cremosa.
I cachi, come suggerito dal loro colore, sono ricchi di Betacarotene e Licopene, ottimi antiossidanti, ma anche di vitamine, in particolare la vitamina A ma anche C, D, K, E e le vitamine del gruppo B utili a supportare il sistema immunitario nell’affrontare i malanni stagionali. Magnesio, Calcio, Potassio e Fosforo contribuiscono invece a rafforzare le nostre energie fisiche e mentali.
I cachi contengono anche molta acqua e fibra, indispensabili per il buon funzionamento del nostro intestino.
Ma allora, cos’è che rende questo frutto cosi “temuto”?
I cachi sono molto ricchi in zucchero e calorie (100gr contengono 70 calorie e circa 19 gr di zuccheri) quindi il loro consumo deve essere attento.
Se consideriamo poi che un frutto medio si aggira tra i 200 e i 300gr di peso capiamo bene che il loro consumo ha un considerevole impatto nutrizionale.
Attenzione! Non significa che i cachi vadano banditi dalle nostre tavole, possiamo assaporare questo succoso frutto moderandone la quantità e alternando il suo consumo con altri frutti.
Un’idea per il consumo: gustarlo a colazione con uno yogurt bianco magro!



