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Storia del cioccolato

Nei tempi è stato scritto tanto sulla storia del cacao e del cioccolato. Il cioccolato, alimento derivato dai semi dell’albero del cacao, ha origine antichissime: i primi primi che riuscirono a coltivare il “kakawa” e a consumare in maniera massiccia questa bevanda furono i Maya già intorno al 1000 a.C.

Questo popolo attribuiva al cioccolato proprietà energizzanti, defaticanti, favorenti la fertilità ma anche proprietà mistiche e religiose per cui era utilizzato nelle cerimonie importanti dai sacerdoti e dall’elite della società. Con la decadenza dei Maya, la “civiltà del cioccolato” passerà nelle mani dei Toltechi e poi degli Aztechi, per i quali il cioccolato era fonte di saggezza ed energia e potente afrodisiaco.

 

Nel 1502 anche l’Europa scopre in cacao. I preziosi semi arrivarono nel nostro continente dopo il quarto viaggio di Cristoforo Colombo, ma è solo dalla prima metà del Cinquecento che Hernán Cortés (il conquistatore del Messico) iniziò una vera e propria importazione di questa merce. Da quel momento, la bevanda, allora consumata con aggiunta di zucchero, anice, cannella e vaniglia, ebbe l’esponenziale successo che tuttora detiene.

Nel ‘600 la produzione del cacao inizia anche in Italia, soprattutto a Firenze e a Venezia, ed è grazie alla scuola torinese che nel 1819 Francois-Luis Cailler fonderà la prima fabbrica svizzera di cioccolato.  Nel 1865, a Torino, Caffarel, mescolando cacao e nocciole, avvierà la produzione del cioccolato “gianduia”, mentre una decina di anni dopo lo svizzero Daniel Peter inventerà il cioccolato al latte. La prima produzione di cioccolato fondente, avviata a Berna nel 1879, si deve invece al sig.Lindt, mentre al sig.Mars l’invenzione della prima barretta al cioccolato, apparsa a Chicago agli inizii del 900.